“La contemporaneità è, cioè, una singolare relazione col proprio tempo, che aderisce a esso e, insieme, ne prende le distanze (…)”
Giorgio Agamben, Che cos’è il contemporaneo? I Sassi Nottetempo
Dal 2017 fino agli ultimi tempi oggi qui su questo blog non c’è più stato nessun aggiornamento.
Dov’ero? Ero sicuramente immersa in diversi interessanti lavori e al contempo lontana. Magari sui diversi social o qui e lì su diversi magazine on line ho pubblicato qualcosa, ma priva come sono della cosiddetta sindrome FOMO (Fear of missing out) ho abbandonato questo spazio. Ero talmente dentro processi lunghi e complessi, o dentro percorsi di studio e di empowerment anche personali, che ho lasciato in bianco la pagina.
Riprendo adesso con il piacere di raccontare cosa è successo nel frattempo. Con il piacere di usare a mio favore la distanza, di giocare con l’anacronismo, raccontando un periodo preciso.
Qui si parlerà della multiforme e ricchissima esperienza di Lacittàintorno, fatta di governance di processi, di innovazione dei modelli, di strumenti a base culturale per attivare cambiamenti nei territori. Si parlerà del come cambiare e ridisegnare la forma, i pubblici e i contenuti dei centri culturali di nuova e per le nuove generazioni (Magnete, tuttora in corso, ma anche Winifred, il cui concept ho potuto seguire con cura fino a marzo 22), sempre con attenzione a strategie e governance.

Si parlerà di…
Si parlerà di mappare e di portare cambiamenti nei contesti più rigidi o più abituati a seguire regole, protocolli, “liturgie”o in spazi per tradizione più autonomi e con linguaggi e modi propri.
Si parlerà di come costruire relazioni durature con la propria comunità di riferimento. Si parlerà di cucitura strategica costante in progetti complessi per dimensione e per ampiezza di rete.
Si parlerà di come la comunicazione costituisca essa stessa un’area di progettazione culturale e quanto sia necessario sempre più considerarla un ambito di produzione di senso, legami, contenuti (mio pallino questo fin dai tempi dei Distretti culturali).
Si parlerà di strategie, di processi, di metodi, di strumenti diversi. Raccoglierò diversi scritti già pubblicati a volte aggiornandoli. Una serie di post di spunti e appunti troveranno ordine e spazio.
In tutti i casi tenendo fermo l’obiettivo di rendere questo una repository di esperienze e di note a margine anche metodologiche, di documentazione di quanto ho potuto sperimentare nel corso degli anni tra consulenza, programmi seguiti, incarichi dentro e per gli enti, e che non sempre si trova nei progetti ufficiali.
E un po’ di sguardo rivolto anche al presente, a ciò che bolle in pentola, a come disegnare le strade future in ambito culturale e di sviluppo territoriale, tra strategie e processi partecipativi.
“Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso inattuale; ma proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e di afferrare il suo tempo. (…)”
Giorgio Agamben, Che cos’è il contemporaneo? I Sassi Nottetempo